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3 luglio 2012

Il grande Gatsby: la ricchezza che non allevia la solitudine

E' un romanzo americano, scritto dal brillante Scott Fitzgerald. E' ambientato a New York negli anni Venti.
Racconta la storia di Jay Gatsby, un uomo che ha lottato duramente per arricchirsi, ma lo ha fatto anche con mezzi illeciti.
Il romanzo insegna che la ricchezza non aiuta a realizzare i sogni d'amore.





Jay Gatsby era figlio di poveri contadini del Nord Dakota. Quando era ancora molto giovane, era fuggito di casa per costruirsi una nuova identità.
Poco tempo dopo, si era recato in una città americana per un addestramento militare e lì si era innamorato  di Daisy Fay, bella, giovane e ricca.
Prima della partenza di Gatsby per le armi in Europa, i due giovani si erano giurati eterna fedeltà.
Durante il periodo di permanenza in Europa, Gatsby era venuto a sapere che Daisy aveva sposato Tom Buchanan, giocatore di football molto arrogante. Da allora aveva sempre desiderato riconquistarla.
Era ritornato negli Stati Uniti dove, dopo aver raggiunto la ricchezza anche con il contrabbando, aveva deciso di abitare in un' enorme villa che si trovava sulla sponda opposta dove Daisy con il marito trascorreva il periodo estivo.

Il narratore della storia è Nick Carraway, giovane laureato che aveva intrapreso un lavoro in borsa e aveva deciso di alloggiare in una modesta villa confinante con la villa di Gatsby.





Dapprima Nick, ogni sera aveva osservato molta gente che andava e veniva nell'enorme giardino della villa di Gatsby. Un giorno Nick aveva ricevuto un invito da parte di Gatsby. Era Iniziata così una relazione di amicizia  particolare tra due uomini molto diversi :  in effetti Nick è molto realista, Gatsby invece è un uomo che vive nel passato, è l'emblema della solitudine e dell'infelicità, una persona che vive soltanto per un sogno d'amore divenuto irrealizzabile.
Dopo una festa di Gatsby alla quale Daisy aveva partecipato con il marito, egli era sicuro di aver ritrovato per sempre la donna tanto amata e anche di poter rivivere il passato. Ma riuscirà il grande e infelice Gatsby a realizzare il suo sogno romantico e a prevalere sul presuntuoso Tom Buchanan?
Questo splendido romanzo si conclude con una frase che ha suscitato in me molta malinconia: "Così continuiamo a remare, barche contro corrente, risospinti senza posa nel passato".




















































Il libro evidenzia l'ipocrisia e la mancanza di sensibilità  che caratterizzavano la buona aristocrazia americana degli anni venti.
Un tema che merita di essere considerato è l'incomunicabilità: nessuno comunica alle lussuose feste di Gatsby, che sono infatti "entusiastici incontri tra gente che non si conosceva neanche di nome".


Il più solo di tutti i personaggi è certemente Gatsby. Nella sua villa si svolgono le feste, ma egli non partecipa mai, chiuso all'interno della stratosferica villa. Tutto ciò che succede nella sua casa avviene per il solo scopo di riuscire a far venire Daisy.
Gatsby è un personaggio che, nonostante il contrabbando, ho stimato molto e penso proprio che la sua grandezza stia soprattutto nel distinguersi dalla meschinità e dalla superficialità che caratterizzano invece altri personaggi della storia come Tom e Daisy.










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